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Siamo
un gruppo di donne e uomini liberi che si battono contro l'approvazione
della Legge Statutaria, votata dal Consiglio Regionale della
Sardegna lo scorso 7 Marzo.
QUESTO
E' IL NOSTRO APPELLO AI SARDI
Care
concittadine e cari concittadini sardi,
il
prossimo 21 ottobre saremo chiamati a votare nel referendum
sulla cosiddetta Legge Statutaria, che riguarda il funzionamento
interno delle istituzioni regionali.
Una
legge che il Consiglio regionale ha approvato nello scorso mese
di marzo affrettatamente, senza che sia stato prima elaborato
- ed il ritardo è ormai di sette anni - il nuovo Statuto
Speciale, indispensabile per dare alla Sardegna un nuovo ruolo
in Italia e in Europa e per disporre dei poteri e delle risorse
occorrenti per lo sviluppo.
La
legge statutaria vorrebbe regolare il funzionamento della Regione
confermando e rafforzando quella enorme concentrazione di potere
che già oggi è in capo al solo Presidente della
Regione.
Essa
non risolve il problema del conflitto d'interessi: se il Presidente
o gli Assessori, da lui direttamente nominati, sono grandi imprenditori,
non vieta che le imprese di loro proprietà possano partecipare
alle gare per gli appalti pubblici indette dalla Regione.
Non
riduce il numero delle cariche politiche. Introduce nuove limitazioni
del diritto dei cittadini ad essere candidati al Consiglio regionale.
Non consente ai cittadini di esprimersi sui privilegi della
casta politica. Limita la partecipazione popolare, aumentando
ingiustificatamente il numero delle firme di elettori necessarie
per promuovere i referendum e il numero dei votanti necessari
per la loro validità.
Esclude
i Comuni e le Province dalla partecipazione alle decisioni regionali.
La
Legge Statutaria è ispirata a un presidenzialismo autoritario
e a un nuovo centralismo regionale. Nello stesso tempo favorisce
il permanere al potere della casta politica e ne esclude il
popolo sardo.
Questa
legge entrerà in vigore, tuttavia, solo se supererà
la prova del referendum popolare, che è stato promosso
e sostenuto da numerose persone di diverso orientamento culturale
e politico.
I
sardi vogliono istituzioni efficienti e trasparenti. Siamo contro
la lottizzazione delle istituzioni fra i partiti, ma anche contro
una legge che consegna tutto il potere nelle mani di una sola
persona, o di gruppi ristretti, espressioni degli interessi
economici e politici più forti ed esclusivi. Istituzioni
governate non democraticamente, come l'esperienza dimostra anche
nell'Isola, non possono soddisfare la domanda di sviluppo e
di lavoro della società sarda.
La
nostra autonomia regionale deve nutrirsi di una più diretta
partecipazione democratica. Il Consiglio regionale deve rappresentare
l'interesse generale di tutti i sardi. La Regione non deve accentrare
su di sé poteri che spettano alle istituzioni locali.
I cittadini devono poter controllare l'operato degli amministratori
pubblici. Al popolo non si può impedire di intervenire
direttamente nelle decisioni delle pubbliche istituzioni.
Serve
perciò una Legge Statutaria totalmente diversa. Per questi
motivi vi invitiamo a votare NO, il 21 ottobre, a quella approvata
nello scorso marzo.
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