L’oro è da sempre considerato il bene rifugio per eccellenza e come tale gode dei favori di investitori i quali sono spinti dal desiderio di mettere nel proprio portafogli titoli che siano in grado di dare sicurezza. Una reputazione praticamente indistruttibile che non ha risentito molto neanche di alcune forti oscillazioni della sua quotazione intervenute negli ultimi mesi. La quotazione ufficiale dell’oro è tesa a stabilire il prezzo dei metalli preziosi partendo dal raffronto tra la domanda e l’offerta, facendo in modo che il massimo dell’offerta e della domanda vengano bilanciate adeguatamente. Il fixing di apertura di una seduta dei tanti mercati ove avviene la compravendita dell’oro, viene modificata nel corso della giornata dal numero di compratori e venditori e dalla quantità di metallo venduto. Chiarito il meccanismo di come viene valutato l’oro grezzo vediamo ad un quesito che può importare migliaia di persone che vogliono poter vendere qualche medaglietta o anello ormai superfluo, per poter racimolare un buon tesoretto fatto di euro. La quotazione che troviamo su giornali o siti internet è la quotazione che si riferisce all’oro puro, ovvero oro a 24 carati.

Per classificare la purezza di un oggetto in oro vengono utilizzati i carati o il titolo. I carati hanno una scala da 0 a 24 e il numero sta ad indicare le parti di oro su 24 unità totali di metallo prezioso. Il titolo, espresso generalmente in millesimi, ha la stessa funzione ma con scala da 0 a 1000. I dati della quotazione dell’oro in tempo reale sono aggiornati ogni giorno seguendo il fixing di Londra, il punto di riferimento del mercato dell’oro mondiale e sempre aggiornato in real-time.

I gioielli che invece si hanno intenzione di vendere sono invece in oro 18 carati, il cosiddetto oro 750. Vuol dire che la lega di cui è composto il gioiello è per il 75% di oro e il 25% di altri metalli necessari a dargli colore e resistenza. Come si calcola quindi l’oro lavorato? La quotazione dell’oro lavorato è un dato in costante aggiornamento, e dipendono dai vari fattori che lo compongono, come ad esempio il peso, la qualità e così via. Dobbiamo sapere che non esiste una differenza di prezzo tra l’oro grezzo e quello lavorato, proprio perché il suo punto di riferimento sono le quotazioni che vengono determinate due volte al giorno dalla Borsa di Londra. Partendo dalla quotazione dell’oro puro in borsa, togliamo il 25%. Con questa quotazione il compro oro lo acquisterà tra i 19 e i 20 euro al grammo. Quel margine che rimane è il suo guadagno lordo. Lordo perché lo rivenderà a una fonderia, la quale tratterrà una piccola percentuale. Inoltre ci saranno ulteriori costi dovuti alla fusione del metallo. Conti alla mano, non rimane davvero molto tra le mani del Compro Oro. Ecco perché è facile imbattersi in qualche disonesto che promette quotazioni assurde per poi metterti tra le mani addirittura meno soldi di quanti ne dovresti avere.